La business email compromise, abbreviata BEC, è una delle truffe più costose per le aziende. Non richiede malware né competenze tecniche sofisticate: basta entrare in una conversazione aziendale, spesso dopo aver violato una casella di posta, e chiedere di modificare le coordinate di pagamento di un fornitore o di eseguire un bonifico urgente. L’email sembra autentica perché nasce nel flusso normale del lavoro.
Come si svolge l’attacco
L’attaccante studia l’organizzazione: chi sono i fornitori, chi autorizza i pagamenti, quali scadenze sono in corso. Poi si inserisce in una conversazione reale, o scrive da un indirizzo quasi identico a quello di un fornitore, con una comunicazione del tipo «abbiamo cambiato banca, ti invio le nuove coordinate». La richiesta arriva nel momento giusto, quando un pagamento è già atteso, e questo rende difficile dubitarne.
Segnali da controllare
- Una richiesta di cambiare le coordinate bancarie, soprattutto se arriva via email e non tramite i canali abituali.
- Indirizzi email simili ma diversi, con una lettera sostituita o un dominio leggermente alterato.
- Toni insolitamente urgenti, o richieste di riservatezza verso colleghi e uffici.
- Pagamenti richiesti fuori dal normale ciclo di fatturazione.
La verifica che evita il danno
Ogni variazione di coordinate bancarie va confermata con una telefonata a un numero già noto, mai con quello indicato nell’email. Se il fornitore non risponde, il pagamento va sospeso. Stabilisci una procedura interna con doppia approvazione per qualsiasi modifica dei dati di pagamento, e fai in modo che chi autorizza i bonifici non sia la stessa persona che li esegue.
Proteggere le caselle aziendali
Molte truffe iniziano con una casella violata. Attiva la verifica in due passaggi su tutte le caselle, controlla le regole di inoltro automatico, che gli attaccanti usano per nascondere i messaggi, e verifica le sessioni attive. Un accesso anomalo alla posta va trattato come un incidente.
Se il bonifico è già partito
Contatta subito la banca e chiedi il blocco o il richiamo del bonifico, perché le possibilità di recupero sono maggiori nelle prime ore. Conserva le email, gli indirizzi e gli orari. Presenta denuncia alla Polizia Postale e informa il fornitore reale, perché potrebbe trovarsi anch’esso in una situazione delicata.
Una regola semplice
Il pagamento segue sempre il percorso previsto, e nessuna comunicazione via email cambia da sola le regole. La verifica di pochi minuti costa molto meno di una perdita economica che può arrivare a decine di migliaia di euro.