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Come controllare la salute di un SSD o di un hard disk (e quali valori guardare davvero)

Gli SSD si consumano e gli hard disk avvisano prima di guastarsi, ma solo se sai dove guardare. Come leggere i dati SMART su Windows, Mac e Linux, quali attributi contano e quando è il momento di cambiare disco.

Di 4 min di lettura
Come controllare la salute di un SSD o di un hard disk (e quali valori guardare davvero)

Un disco raramente muore senza preavviso. Gli hard disk accumulano settori difettosi per settimane prima di arrendersi; gli SSD si consumano a ogni scrittura e tengono il conto di quanta vita gli resta. Tutte queste informazioni sono registrate nel disco stesso, nei cosiddetti dati SMART. Il problema è che nessuno le guarda finché il PC non si avvia più.

In questa guida ti spiego come leggerle su Windows, Mac e Linux, quali valori meritano attenzione e quali invece spaventano senza motivo.

Su Windows 11 senza installare nulla

Per gli SSD NVMe, quelli a forma di “chewing-gum” montati nei PC recenti, Windows ha una schermata poco conosciuta:

  1. apri Impostazioni > Sistema > Archiviazione;
  2. clicca Impostazioni di archiviazione avanzate > Dischi e volumi;
  3. scegli il disco e premi Proprietà.

Nella sezione Integrità unità trovi la vita residua stimata, la riserva disponibile e la temperatura. Se compare un avviso giallo, Windows ha rilevato un valore oltre soglia.

Con PowerShell, per tutti i dischi

Apri PowerShell come amministratore e scrivi:

Get-PhysicalDisk | Get-StorageReliabilityCounter | Select-Object DeviceId, Wear, Temperature, ReadErrorsTotal, WriteErrorsTotal, PowerOnHours

La colonna Wear indica la percentuale di usura dichiarata dal disco (0 = nuovo), PowerOnHours le ore di accensione. Alcuni dischi non riempiono tutti i campi: un valore vuoto non è un errore.

Il programma che consiglio: CrystalDiskInfo

Per un quadro completo, su Windows lo strumento di riferimento è CrystalDiskInfo, gratuito. Scarica la versione standard dal sito ufficiale (evita i siti di download con installatori “arricchiti”). All’apertura mostra per ogni disco uno Stato di salute: Buono, Attenzione o Critico, con una percentuale per gli SSD. Sotto c’è la tabella degli attributi, ed è lì che si capisce davvero cosa succede.

I valori che contano

Per gli hard disk tradizionali e gli SSD SATA

  • 05 – Settori riallocati: settori danneggiati che il disco ha sostituito con quelli di riserva. Un valore basso e stabile può essere tollerato; un valore che cresce di settimana in settimana è il segnale più affidabile di un guasto in arrivo.
  • C5 – Settori in attesa e C6 – Settori non correggibili: settori che il disco non è riuscito a leggere. Qui anche pochi casi sono un campanello d’allarme serio, specie se compaiono insieme ai riallocati.
  • C7 – Errori CRC: errori di comunicazione tra disco e scheda madre. Sembrano gravi, ma quasi sempre dipendono dal cavo SATA difettoso o mal inserito. Cambia il cavo: se il numero smette di crescere, il disco sta benissimo.

Per gli SSD NVMe

  • Percentuale usata (Percentage Used): quanta della vita prevista dal produttore è già stata consumata. Arrivare al 100% non significa che il disco si spenga, ma che ha superato la durata garantita.
  • Riserva disponibile (Available Spare): le celle di scorta rimaste. Deve restare sopra la soglia indicata accanto; se ci scende vicino, è ora di cambiarlo.
  • Errori di integrità di supporti e dati (Media and Data Integrity Errors): dovrebbe essere zero. Ogni valore diverso merita un backup immediato.
  • Scritture totali dell’host: i dati scritti dall’inizio della vita del disco. Confrontali con il TBW dichiarato nella scheda tecnica del produttore. Esempio: un SSD da 1 TB garantito per 600 TBW che ha scritto 60 TB ha consumato circa il 10% della sua durata nominale.

Per darti un’idea: un uso domestico normale scrive poche decine di terabyte all’anno. Con un SSD moderno la fine della durata nominale arriva quasi sempre dopo che il computer è stato cambiato per altri motivi.

Su Mac

Il controllo base è in Informazioni di sistema (tieni premuto Option e clicca sul menu Apple, poi Informazioni di sistema): nella sezione NVMExpress o SATA la voce Stato S.M.A.R.T. deve dire Verificato. È un semplice sì o no, però. Per i dettagli installa smartmontools con Homebrew (brew install smartmontools) e lancia smartctl -a disk0.

Su Linux

Installa il pacchetto smartmontools e usa:

  • sudo smartctl -a /dev/nvme0 per un SSD NVMe, sudo smartctl -a /dev/sda per un disco SATA;
  • sudo smartctl -t short /dev/sda per avviare un test breve (un paio di minuti); il risultato compare poi nella sezione Self-test log del comando precedente.

Quando cambiare disco

  • settori riallocati o in attesa in aumento su un hard disk;
  • errori di integrità su un NVMe, o riserva disponibile vicina alla soglia;
  • stato “Attenzione” o “Critico” che non dipende da un cavo;
  • rumori ritmici, ticchettii o blocchi durante la copia di file, su un disco meccanico.

Se stai per cambiarlo, può esserti utile il confronto tra SSD e HDD. Ma il consiglio più importante è un altro: i dati SMART ti avvisano in molti casi, non in tutti. Un controller che si guasta all’improvviso o un’unità che muore per un picco di corrente non danno preavviso. Per questo il controllo del disco non sostituisce il backup: lo completa. Se non ne hai uno, inizia dalla regola del 3-2-1.