Un progetto con cobot riesce o fallisce soprattutto per le persone. Un robot ben installato ma che nessuno sa gestire resta fermo al primo imprevisto; un robot vissuto come una minaccia viene aggirato o boicottato. La formazione del personale è quindi una parte essenziale dell’investimento, non un dettaglio da sistemare dopo.
Coinvolgere le persone fin dall’inizio
Gli operatori conoscono la lavorazione meglio di chiunque: sanno quali pezzi danno problemi, quali gesti sono più faticosi, quali eccezioni capitano davvero. Coinvolgerli nella scelta dell’applicazione e nelle prove migliora il progetto e riduce le resistenze. Va spiegato con chiarezza l’obiettivo: togliere le operazioni ripetitive e faticose, non sostituire le persone, e indicato quali nuovi compiti avranno.
Tre livelli di formazione
Operatori
- avviare e fermare la cella in modo corretto, compreso l’arresto normale e quello di emergenza;
- caricare pezzi e cambiare pallet o contenitori;
- riconoscere gli allarmi più comuni e ripartire dopo un errore;
- capire le zone di sicurezza e il comportamento del robot quando ci si avvicina.
Programmatori interni
- creare e modificare programmi, gestire punti e riferimenti;
- configurare pinza e sensori;
- gestire versioni e copie di sicurezza dei programmi;
- conoscere i limiti: le impostazioni di sicurezza non si modificano senza rifare le verifiche.
Per la parte tecnica vedi la guida su come si programma un cobot.
Manutentori
- controlli periodici su cavi, pinza, freni e funzioni di sicurezza;
- sostituzione di parti di usura;
- diagnosi di guasti elettrici e di comunicazione con macchine e PLC.
Gli obblighi di legge
In Italia il datore di lavoro deve garantire informazione, formazione e addestramento adeguati sull’uso delle attrezzature di lavoro, come previsto dal Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008). Il cobot non fa eccezione: la formazione va documentata e aggiornata quando cambiano l’applicazione o le procedure. Il documento di valutazione dei rischi aziendale va aggiornato con la nuova attrezzatura, coordinandolo con la valutazione dei rischi dell’applicazione.
Un piano pratico
- Individua almeno due referenti interni, per non dipendere da una sola persona.
- Sfrutta la formazione del produttore o dell’integratore, spesso compresa nel prezzo.
- Fai pratica su un programma semplice prima di passare alla produzione.
- Prepara istruzioni brevi e illustrate da tenere vicino alla cella.
- Organizza un aggiornamento dopo qualche mese, raccogliendo i problemi incontrati.
In sintesi
Investire nella formazione significa far lavorare davvero il cobot e trasformarlo in un’opportunità di crescita per il personale. Scopri le applicazioni dei cobot nelle PMI e torna alla guida ai cobot.