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Windows 10 riceve aggiornamenti fino al 2027: come controllare se il tuo PC è coperto

Il 13 ottobre 2026 non è stato l'ultimo giorno di patch per Windows 10: Microsoft ha esteso gli ESU per i privati fino al 12 ottobre 2027. Ecco come verificare l'iscrizione e cosa cambia con l'account locale.

Di Flavio Ciaranfi 4 min di lettura

Nelle ultime settimane mi sono arrivate diverse domande sullo stesso tema: “Il 13 ottobre è finito tutto, devo buttare il PC con Windows 10?”. La risposta breve è no. Quella data circolava da un anno come termine degli aggiornamenti di sicurezza estesi (ESU) per i privati, ma a giugno Microsoft ha prolungato il programma, senza troppa pubblicità, fino al 12 ottobre 2027. Chi era già iscritto ha ricevuto le patch di ottobre come se nulla fosse.

Il problema riguarda gli altri: chi non si è mai iscritto non riceve aggiornamenti di sicurezza dal 14 ottobre 2025, cioè da oltre un anno. In questa guida ti spiego come capire in quale dei due gruppi sei e come rimediare in pochi minuti.

Passo 1: controlla la versione di Windows 10

Il programma ESU funziona solo con Windows 10 versione 22H2, nelle edizioni Home, Pro, Pro Education e Pro for Workstations. Per verificarlo:

  1. premi Win + R, scrivi winver e premi Invio;
  2. nella finestra che si apre leggi la riga Versione: deve indicare 22H2 (build 19045.qualcosa).

Se trovi 21H2 o una versione più vecchia, prima di tutto devi aggiornare a 22H2 da Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update. Senza questo passaggio il collegamento per l’iscrizione non comparirà mai.

Passo 2: guarda cosa dice Windows Update

Apri Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update. Possono presentarsi tre situazioni:

  • Vedi un messaggio che conferma l’iscrizione agli aggiornamenti estesi: sei coperto, non devi fare altro.
  • Vedi il collegamento “Iscriviti ora”: il PC è idoneo ma non è iscritto. Ti spiego tra poco come procedere.
  • Non vedi né l’uno né l’altro: di solito mancano gli ultimi aggiornamenti cumulativi, che contengono il pacchetto di preparazione delle licenze ESU. Fai Verifica disponibilità aggiornamenti più volte, riavviando tra un giro e l’altro, finché la lista non si svuota.

Attenzione ai casi esclusi: i PC aggiunti a un dominio aziendale, quelli gestiti tramite MDM e i dispositivi in modalità chiosco non possono usare il programma per privati. Serve anche un utente con diritti di amministratore, e l’account Microsoft di un minore non è accettato.

Passo 3: scegli tra iscrizione gratuita e a pagamento

Per chi vive nello Spazio economico europeo, quindi anche in Italia, le strade sono due.

Gratis, con l’account Microsoft

Clicca Iscriviti ora e accedi con un account Microsoft. L’iscrizione non costa nulla, ma c’è una condizione che molti ignorano: devi continuare ad accedere a Windows con quell’account. Se torni a un account locale, gli aggiornamenti ESU si fermano dopo un periodo che può arrivare a 60 giorni e dovrai iscriverti di nuovo.

A pagamento, mantenendo l’account locale

Se non vuoi legare il PC a un account Microsoft, puoi acquistare una licenza una tantum da 30 dollari (o l’equivalente in euro, più tasse). L’account Microsoft serve solo per completare l’acquisto; dopo puoi continuare a usare l’utente locale. La licenza copre fino a 10 PC: per aggiungere gli altri usa Aggiungi dispositivo dalla stessa schermata.

In entrambi i casi la copertura dura fino al 12 ottobre 2027. E se in casa più persone usano lo stesso computer, l’iscrizione fatta da una vale per tutti gli utenti di quel PC.

ESU non è una soluzione definitiva

Gli ESU contengono solo correzioni di sicurezza critiche e importanti: niente nuove funzioni, niente supporto tecnico. Servono a guadagnare tempo, non a rimandare la scelta all’infinito. Nel frattempo conviene capire che strada prendere:

  • Passare a Windows 11 sullo stesso PC. Apri l’app Controllo integrità PC (o scaricala dal sito Microsoft): ti dice subito se il computer è compatibile. I blocchi più comuni sono il chip TPM 2.0 disattivato nel BIOS, l’avvio protetto spento e il processore troppo vecchio. Per vedere se il TPM c’è, premi Win + R e lancia tpm.msc.
  • Tenere Windows 10 fino al 2027 se il PC fa il suo lavoro e non è compatibile, programmando la sostituzione con calma.
  • Installare una distribuzione Linux su un portatile vecchio usato solo per navigare, posta e documenti. Ne abbiamo parlato nella guida al dual boot, utile anche per provarla senza cancellare Windows.

Un ultimo consiglio, che vale qualunque cosa tu decida: prima di toccare il sistema fai una copia dei tuoi file. Un aggiornamento di versione va quasi sempre liscio, ma “quasi sempre” non è “sempre”.

Fonti: Microsoft, Aggiornamenti della sicurezza estesi di Windows 10; Notebookcheck.